SOSPENSIONE


Siamo abituati a immaginare il tempo come una linea continua che procede a velocità costante, un movimento scandito dai secondi e dai giorni, dall’avvicendarsi delle stagioni e dal ripetersi dei riti: la scuola, il lavoro, le vacanze estive, le festività.

Per oltre un anno ci è sembrato che quella linea fosse impazzita. All’improvviso l’abbiamo vista quasi fermarsi e cominciare a contorcersi, avvitarsi su se stessa in cerchi concentrici, poi in una spirale. Infine è parso che riprendesse la velocità e la forma di sempre, ma è stata un’illusione, perché presto è tornata a rallentare e a disegnare arabeschi senza significato.


leggi di più

Il nostro tempo, i nostri ritmi, non erano più scanditi dai giorni e dai secondi e dai riti, ma da un lessico inedito e straniante: lockdown, coprifuoco, spostamento fra regioni, riunioni fra amici o congiunti, indice Rt, tasso di positività, zona rossa, arancione, gialla, bianca, ripartenza. Poi, dopo l’estate, un nuovo lockdown e il ciclo che ricominciava da capo.

Eppure, a dispetto di ciò che sembrava fare la linea del tempo, siamo sempre andati nell’unica direzione possibile: avanti, verso la speranza.