Giudice delle Nazioni, risparmiaci,
Affinché non dimentichiamo – non dimentichiamo!

Recessional, Rudyard Kipling, 1897


Ricorderemo il 2020 come l’anno della pandemia. Ma soprattutto lo ricorderemo come l’anno in cui tutto è cambiato: il nostro modo di vivere, le nostre abitudini, la nostra scala di valori. E il senso di parole che in un passato recente sono state usate e spesso abusate fino a risuonare come mantra un po’ vacui, ma che nei mesi del lockdown e in quelli della ripartenza hanno assunto un significato inedito e straordinariamente profondo: sostenibilità, inclusione sociale, economia circolare, solidarietà. E ancora: mindfulness, disruption, innovazione, digitalizzazione, resilienza.


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Ogni crisi contiene il seme dell’opportunità. La pandemia ha imposto all’umanità di pagare un duro prezzo, ma l’ha anche costretta a un cambiamento radicale, a trasformare velocemente in azioni concrete i concetti espressi da quei mantra: il futuro ci dirà fino a che punto saremo stati in grado di cogliere le opportunità offerte da questa crisi per migliorare in modo permanente le nostre società e il pianeta che abitiamo.

Il presente però ci ha rivelato qualcosa sul nostro Paese. Come è sempre stato nel momento del bisogno, lo abbiamo visto mettere in campo la sua insuperata creatività, la flessibilità e la capacità di reagire. Nonostante il lockdown, lo abbiamo visto continuare a produrre e lavorare per garantire i servizi essenziali, mentre il personale sanitario si prodigava fino allo stremo negli ospedali.

Ogni giorno, fin dalle primissime fasi della pandemia, i nostri fotogiornalisti hanno raccontato tutto questo: la cronaca quotidiana di un Paese colpito duramente come pochi altri al mondo, ma che come pochi altri ha saputo rimboccarsi le maniche e affrontare l’emergenza.

Con CoviDiaries abbiamo dato forma a questa narrazione, che vuole essere sia un tributo, sia soprattutto un memento: per non dimenticare ciò che abbiamo saputo essere, ciò che siamo e ciò che abbiamo l’opportunità di diventare in futuro. Perché, come recita un proverbio cinese, quando soffia il vento del cambiamento, c’è chi costruisce un riparo, e chi un mulino a vento.


DIARIO


 

Mai come durante l’emergenza Covid-19 siamo stati consapevoli del passare del tempo, del susseguirsi delle ore scandito dalle conferenze stampa quotidiane, dai bollettini dei contagi e dei ricoveri, dal conteggio dei giorni e delle settimane trascorsi nelle nostre case. Ognuno di quei giorni ha segnato una tappa del nostro percorso collettivo: per ciascuno di essi abbiamo scelto un’immagine simbolica. Un diario visivo, un lungometraggio ridotto ai suoi fotogrammi essenziali, un album della memoria.



TEMI



Dieci linee narrative fatte di voci, volti e avvenimenti diventati il simbolo dei mesi dell’epidemia in Italia: nella sofferenza, ciascuno è una grande storia di coraggio e di speranza. Dieci capitoli di un racconto corale in cui il Paese mostra il meglio di sé.


MAPPA



L’epidemia, partita dalla Lombardia a febbraio 2020 e rapidamente diffusa in buona parte del nord Italia, per poi estendersi al centro e al sud, ha avuto un’evoluzione molto diversa da regione a regione. Clicca per leggere le storie e vedere le immagini di ciascuna regione italiana.

<div class='column one'><img src='/images/315-2-firenze.jpg' class='scale-with-grid'></div><hr class='no_line hrmargin_b_30'><p style='color: #e96464; margin-bottom: 30px;'><b>Firenze</b></p><p>Lisa è una commessa di una catena di abbigliamento. È stata a casa quaranta giorni dall’inizio del lockdown nazionale. Ha iniziato a fare yoga seguendo corsi on-line e riscoperto i classici del cinema anni ‘50 e di Antonioni.</p> <div class='column one'><img src='/images/319-2-varese.jpg' class='scale-with-grid'></div><hr class='no_line hrmargin_b_30'><p style='color: #e96464; margin-bottom: 30px;'><b>Varese</b></p><p>Il robot Tommy di Omnitech, in servizio di supporto – anche all’umore dei pazienti – nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Varese.</p> <div class='column one'><img src='/images/334-2-trieste.jpg' class='scale-with-grid'></div><hr class='no_line hrmargin_b_30'><p style='color: #e96464; margin-bottom: 30px;'><b>Trieste</b></p><p>La troupe della Rai regionale si prepara per la diretta quotidiana sugli aggiornamenti sul Covid-19 da una piazza Unità d’Italia deserta a causa del lockdown.</p> <div class='column one'><img src='/images/322-2-salerno.jpg' class='scale-with-grid'></div><hr class='no_line hrmargin_b_30'><p style='color: #e96464; margin-bottom: 30px;'><b>Salerno</b></p><p>Il magazzino dell’Antica distilleria Russo a Mercato San Severino. Nonostante molti operai siano stati spostati dalla produzione di distillati alla linea di imbottigliamento di alcool, per sopperire alle richieste sono state effettuate nuove assunzioni. Lo stabilimento lavora 24 ore al giorno e il magazzino, anche se i prodotti vengono immediatamente destinati alla distribuzione, è sempre stracolmo.</p> <div class='column one'><img src='/images/331-2-polignano-a-mare.jpg' class='scale-with-grid'></div><hr class='no_line hrmargin_b_30'><p style='color: #e96464; margin-bottom: 30px;'><b>Polignano a Mare</b></p><p>Una coppia di giovani sulla costa di Polignano a Mare, in Puglia. Sono i giorni della fase 2, della riapertura graduale e del lento ritorno alla normalità, ma la sensazione diffusa è ancora di disorientamento. Rimane da valutare l’impatto psicologico che le settimane del lockdown hanno avuto su molte persone.</p> <div class='column one'><img src='/images/313-2-campobasso.jpg' class='scale-with-grid'></div><hr class='no_line hrmargin_b_30'><p style='color: #e96464; margin-bottom: 30px;'><b>Campobasso</b></p><p>Alle sette del mattino Mario pascola il suo gregge nella campagna molisana nei pressi di Campobasso. Tempo fa ha deciso di lasciare il lavoro in banca e l’attività di istruttore di volo per dedicarsi con la sua famiglia alla pastorizia. Il lockdown non ha quasi cambiato la sua vita quotidiana nella regione meno contagiata d’Italia.</p> <div class='column one'><img src='/images/320-2-torino.jpg' class='scale-with-grid'></div><hr class='no_line hrmargin_b_30'><p style='color: #e96464; margin-bottom: 30px;'><b>Torino</b></p><p>Come molti suoi colleghi, nei mesi del lockdown il produttore di latte piemontese Marco Vanzetti si è trovato di fronte a un drastico calo della domanda. “Eppure - dice - è impensabile anche soltanto ipotizzare un calo della produzione. Come si può interrompere in modo repentino la mungitura proprio nel periodo di lattazione?”.</p> <div class='column one'><img src='/images/327-2-roma.jpg' class='scale-with-grid'></div><hr class='no_line hrmargin_b_30'><p style='color: #e96464; margin-bottom: 30px;'><b>Roma</b></p><p>Giancarla, una volontaria della Croce Rossa Italiana, guarda i messaggi sul telefono alla fine di un turno di lavoro massacrante a metà aprile. Non può ancora andare a casa: prima deve recarsi alla sede del comitato CRI del Municipio V.</p> <div class='column one'><img src='/images/332-2-caltanissetta.jpg' class='scale-with-grid'></div><hr class='no_line hrmargin_b_30'><p style='color: #e96464; margin-bottom: 30px;'><b>Caltanissetta</b></p><p>Gli animali hanno bisogno di assistenza quotidiana, per questo ogni giorno Giuseppe (60 anni) accompagna il suo cavallo al pascolo all'interno della proprietà a San Cataldo, insieme alla nuora Chantal (26 anni) e al cane Djiango.</p> <div class='column one'><img src='/images/316-2-palermo.jpg' class='scale-with-grid'></div><hr class='no_line hrmargin_b_30'><p style='color: #e96464; margin-bottom: 30px;'><b>Palermo</b></p><p>A fine aprile Marianna Giuliano, 43 anni, è nella sua pescheria nel centro. Ha avviato l’attività insieme al marito nel 2003 dopo aver lavorato fin da piccola nella pescheria del padre. Oggi ha sette dipendenti. Durante il lockdown il negozio è stato aperto soltanto la mattina. Eppure, nonostante l’emergenza, le vendite sono incrementate.</p> <div class='column one'><img src='/images/399-2-venezia.jpg' class='scale-with-grid'></div><hr class='no_line hrmargin_b_30'><p style='color: #e96464; margin-bottom: 30px;'><b>Venezia</b></p><p>Una coppia di turisti siede in Campo Dei Tedeschi, nel sestiere di Santa Croce. Sono i primi giorni dell’emergenza Covid-19 e la città, normalmente gremita di turisti anche nei mesi invernali, si è svuotata all’improvviso. Rimangono aperti pochi alberghi, e nel settore turistico, cruciale per l’economia veneziana, comincia a diffondersi la preoccupazione. Presto le immagini delle calli e dei canali deserti faranno il giro del mondo, diventando uno dei simboli delle conseguenze della pandemia.</p> <div class='column one'><img src='/images/336-2-piacenza.jpg' class='scale-with-grid'></div><hr class='no_line hrmargin_b_30'><p style='color: #e96464; margin-bottom: 30px;'><b>Piacenza</b></p><p>L’ospedale da campo è uno dei molti allestiti dai genieri dell’Esercito Italiano in tempo record nelle settimane in cui il numero dei contagi è salito in maniera preoccupante e ha rischiato di far collassare le strutture sanitarie, in particolare nel nord Italia.</p> <div class='column one'><img src='/images/400-2-genova.jpg' class='scale-with-grid'></div><hr class='no_line hrmargin_b_30'><p style='color: #e96464; margin-bottom: 30px;'><b>Genova</b></p><p>Luca lavora dal 1990 al porto, primo del Paese per volume di traffico merci e passeggeri. Il Covid-19 ha causato una contrazione del 25% del transito di container e un crollo delle crociere.</p> <div class='column one'><img src='/images/333-2-trento.jpg' class='scale-with-grid'></div><hr class='no_line hrmargin_b_30'><p style='color: #e96464; margin-bottom: 30px;'><b>Trento</b></p><p>Come in tutti gli altri supermercati d’Italia, anche al Poli di Lavis per fare la spesa sono obbligatori guanti e mascherina, e l’accesso della clientela è scaglionato. Anche un gesto semplice e scontato come la spesa settimanale è diventato un momento di rischio.</p> <div class='column one'><img src='/images/314-2-bologna.jpg' class='scale-with-grid'></div><hr class='no_line hrmargin_b_30'><p style='color: #e96464; margin-bottom: 30px;'><b>Bologna</b></p><p>San Lazzaro di Savena è un comune del bolognese e qui vive Giulio, che come ogni pomeriggio assiste alla sua lezione sul cellulare. Giulio ha sette anni ed è un bimbo molto impegnativo: per i suoi genitori Chiara, 38 anni, e Alessandro, 39, non è stato facile occuparsene con la scuola chiusa a causa del lockdown. La loro relazione è stata messa a dura prova ed è passata in secondo piano.</p> <div class='column one'><img src='/images/318-2-ancona.jpg' class='scale-with-grid'></div><hr class='no_line hrmargin_b_30'><p style='color: #e96464; margin-bottom: 30px;'><b>Ancona</b></p><p>Nei magazzini della Scataglini Tessuti di Castelfidardo, Pierfrancesco Scataglini è al lavoro: la sua è una delle tante aziende italiane che ha convertito le sue linee produttive per realizzare in tempi record le mascherine di cui c’è enorme scarsità in tutto il Paese.</p> <div class='column one'><img src='/images/328-2-crema.jpg' class='scale-with-grid'></div><hr class='no_line hrmargin_b_30'><p style='color: #e96464; margin-bottom: 30px;'><b>Crema</b></p><p>José Ortiz e Lenin Martinez sono due membri della brigata “Henry Reeve”, un contingente sanitario cubano creato nel 2005 specializzato in disastri naturali ed epidemie, che nei mesi dell’emergenza ha dato manforte alla sanità lombarda e piemontese. Una task force di 52 tra medici e infermieri che si sono messi a disposizione dell’Ospedale Maggiore di Crema. Alla fine del turno in ospedale, José taglia i capelli di Lenin nella struttura della Caritas di Crema dove sono ospitati.</p> <div class='column one'><img src='/images/335-2-milano.jpg' class='scale-with-grid'></div><hr class='no_line hrmargin_b_30'><p style='color: #e96464; margin-bottom: 30px;'><b>Milano</b></p><p>Il governatore della Lombardia Attilio Fontana durante una conferenza stampa nella sede della Regione, nelle fasi iniziali dell’epidemia. Nelle settimane successive, Fontana è stato travolto dalle polemiche per la gestione dell’emergenza.</p> <div class='column one'><img src='/images/329-2-brescia.jpg' class='scale-with-grid'></div><hr class='no_line hrmargin_b_30'><p style='color: #e96464; margin-bottom: 30px;'><b>Brescia</b></p><p>Irma è uno dei cosiddetti villaggi “zero Covid”, dove non è stato registrato un solo caso di contagio. Rebecca Zeni è in compagnia di sua madre Alina Bazavan in un momento di relax nei pressi della sorgente di San Carlo.</p> <div class='column one'><img src='/images/312-2-napoli.jpg' class='scale-with-grid'></div><hr class='no_line hrmargin_b_30'><p style='color: #e96464; margin-bottom: 30px;'><b>Napoli</b></p><p>Un uomo cammina sul tetto del palazzo dove vive in centro a Napoli. Agli inizi di aprile, come nel resto d’Italia, la popolazione della città è costretta all’interno delle proprie case e una camminata sui tetti o sui terrazzi, per quanto stretti, è per molti una fondamentale valvola di sfogo.</p> <div class='column one'><img src='/images/324-2-rieti.jpg' class='scale-with-grid'></div><hr class='no_line hrmargin_b_30'><p style='color: #e96464; margin-bottom: 30px;'><b>Rieti</b></p><p>Febe, 5 anni, gioca sul tappeto elastico nel giardino della sua casa in campagna a Roccantica. Come altri bambini che vivono nella zona, Febe ha avuto la fortuna di poter passare il lockdown all'aria aperta, giocando tra l'orto e l'uliveto di casa.</p> <div class='column one'><img src='/images/323-2-cagliari.jpg' class='scale-with-grid'></div><hr class='no_line hrmargin_b_30'><p style='color: #e96464; margin-bottom: 30px;'><b>Cagliari</b></p><p>Davanti alla chiesa della Santissima Annunziata, padre Julian conversa con i genitori di un bimbo di tre mesi. Agli inizi di maggio la coppia attende che la chiesa riapra per poter battezzare il figlio. Durante i mesi del lockdown, dicono i genitori, la necessità di far battezzare il proprio bambino è diventata un pensiero quasi ossessivo.</p> <div class='column one'><img src='/images/321-2-torino.jpg' class='scale-with-grid'></div><hr class='no_line hrmargin_b_30'><p style='color: #e96464; margin-bottom: 30px;'><b>Torino</b></p><p>Negli spazi industriali delle Officine Grandi Riparazioni è stato allestito un ospedale per i malati Covid-19. Fiore all’occhiello dell’ospedale è CURA, un container trasformato in reparto di terapia intensiva ad alta tecnologia, realizzato dallo studio Carlo Ratti Associati.</p> <div class='column one'><img src='/images/330-2-mantova.jpg' class='scale-with-grid'></div><hr class='no_line hrmargin_b_30'><p style='color: #e96464; margin-bottom: 30px;'><b>Mantova</b></p><p>Un tecnico della Sol effettua un controllo dell’impianto. L’azienda è uno dei principali produttori di ossigeno d’Italia. Un gas la cui domanda, durante l’emergenza, è aumentata in modo drammatico.</p>

Firenze

Lisa è una commessa di una catena di abbigliamento. È stata a casa quaranta giorni dall’inizio del lockdown nazionale. Ha iniziato a fare yoga seguendo corsi on-line e riscoperto i classici del cinema anni ‘50 e di Antonioni.


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