GIOVANI


Ogni ora perduta durante la giovinezza è una possibilità di infelicità per l’avvenire.

Honoré de Balzac

 

Sono stati loro a pagare probabilmente il prezzo più alto. Obbligati alla solitudine e all’isolamento nell’età in cui più forte è il desiderio di stare insieme. Costretti ai disagi della didattica a distanza, che in molte regioni ha rivelato quanto davvero fosse profondo il digital divide. Privati dal coprifuoco delle ore per loro più ricche di promesse, quelle della sera e della notte.


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Una ricerca della Fondazione Italia in Salute pubblicata a maggio 2021 delinea un quadro sociologico preoccupante. Il 16,5% della popolazione italiana afferma di presentare sintomi di depressione correlati alle restrizioni imposte dalla pandemia. Nella fascia tra i 18 e i 25 anni la percentuale è più che raddoppiata: il 34,7%. 

Sempre in conseguenza dei mesi di lockdown, il 27,1% degli italiani avverte disagi psicologici generalizzati, una percentuale che fra i giovani arriva al 40,2%. E, per quanto riguarda i minori, quasi sei genitori su dieci pensano che la pandemia abbia avuto un significativo impatto psicologico sui loro figli. 

A livello europeo, i dati sono ancora più inquietanti: la Fondazione europea per la vita e il lavoro stima che il 64% dei giovani fra i 18 e i 29 anni siano a forte rischio di depressione, rispetto al 15% prima della crisi dovuta alla pandemia. 

La Generazione Z è quella meno esposta al rischio di contagio da Covid, ma purtroppo è anche la fascia d’età destinata a essere più colpita dalle conseguenze a lungo termine dell’isolamento, di un mercato del lavoro sempre meno stabile e della più lunga interruzione dell’istruzione dell’epoca moderna.




Filippo, uno dei soci del circolo culturale ARCI Sparwasser di Roma. Il circolo si è subito impegnato per affrontare l'emergenza Covid-19 e si è attivato per portare la spesa agli anziani e alle persone immunodepresse.




Piscina Comunale, Cervia. Giorgia, 18 anni: “Mi manca l’acqua, sentirla avvolgere il mio corpo appena metto piede nella vasca. Mi manca nuotare con tutte le energie per scaricarmi dopo una giornata pesante passata sui libri a studiare. Tutto tace, non ci sono più bambini, ragazzi, istruttori o acqua a interrompere quel silenzio assordante. Il Covid li ha portati via”.




San Marino. Jasmine Zonzini e Jasmine Verbena, atlete di nuoto sincronizzato, posano con i costumi di gara dopo una sessione di allenamento in vista delle Olimpiadi che dovrebbero tenersi a Tokyo il prossimo anno. La prima competizione ufficiale a cui hanno partecipato dopo il lockdown dei mesi iniziali di emergenza si è tenuta lo scorso agosto.




Lagazuoi, Dolomiti, Veneto.




Andrea (nome di fantasia) partecipa online a una lezione di didattica a distanza. Non avendo un computer e una connessione autonoma a casa, usufruisce di una postazione all'interno della Caritas di Aversa.




Milano, aprile 2020. Ashvin alla fine del suo turno di lavoro.




La studentessa Olga Gambardella inganna il tempo del lockdown suonando il pianoforte nella sua casa di Milano.




Livorno, Toscana.




Croce Rossa Italiana, sede di Legnano. Due volontari si abbracciano a fine turno: l'unico modo per potersi confortare in modo sicuro è utilizzare i DPI.




Blello, in provincia di Bergamo, è uno dei cosiddetti villaggi “zero Covid”, dove non è stato registrato un solo caso di contagio. Michele Locatelli nella stalla, dove lavora con il nonno Carlo e il padre Giorgio.




Parco 5 Pini, Pinarella, Cervia. Riccardo, 18 anni: “Non sappiamo nemmeno se potremo tornare a giocare tranquilli come prima, la tensione si fa sentire più della spensieratezza che provavamo giocando... La paura di stare in mezzo ad altra gente e l’ansia che la situazione possa peggiorare. Come me, anche i miei amici non sopportano più questa situazione. Certo i primi mesi abbiamo tenuto duro, come tutti, ma ormai siamo arrivati al limite”.




Sabaudia, Latina. Ragazze su una giostra.




Antonio, 24 anni, con il suo cane Pixel. Il 6 marzo, tre giorni prima della pubblicazione del primo DPCM, Antonio rientra a Caserta dalla sua casa in provincia di Parma con l’idea di trascorrervi solo un fine settimana. Dipendente di un’azienda italiana costruttrice di auto da competizione, dall’11 maggio è in cassa integrazione come la maggior parte dei suoi colleghi. È rimasto a Caserta in attesa di un rinnovo contrattuale da parte dell’azienda.




Davide Griffo, coordinatore di progetto all'Emporio Solidale della Caritas di Aversa (Napoli). L'Emporio nasce per consentire alle famiglie in difficoltà economica di poter fare la spesa, decidendo in modo autonomo i beni da portare a casa gratuitamente, in un circuito di educazione alimentare.




Genova durante il lockdown. Locali chiusi. Il ristorante Garden.




DAD. Convitto Carlo Alberto, Novara. Il professor Mauro Bovio tiene una lezione di matematica a distanza.




Cervia, aprile 2020. Una videochiamata su Skype, proiettando l’immagine sul divano.




Aprile 2020: Sara Coletti, Infermiera nel reparto Covid-19 di terapia intensiva presso l'Ospedale Fondazione Poliambulanza di Brescia.




Darsena dei Navigli di Milano. Una coppia di adolescenti indossa la mascherina durante l’emergenza Coronavirus.




Volontari della Caritas di Aversa (Napoli) distribuiscono pasti e beni di prima necessità. A causa del Covid-19 il servizio mensa non è più possibile. Il numero di pasti distribuiti è incrementato di circa un centinaio di unità, dato che il Covid-19, oltre a far deflagrare situazioni già precarie, ha determinato nuovi casi di indigenza economica.




Cervia, Emilia-Romagna, marzo 2020.




Studentessa di giurisprudenza alla Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli di Roma, Alessia (22 anni) ritorna a Caserta il 9 marzo, la notte stessa del DPCM della quarantena. Nonostante abbia vissuto male la permanenza nella sua casa di origine, è riuscita a sostenere diversi esami alternandosi tra Roma e Caserta, appena ne ha avuto l’opportunità. È rientrata definitivamente a Roma il 28 settembre.




Mara Kitharatzis, 19 anni, sta studiando per preparare l’esame di maturità al liceo scientifico Elio Vittorini di Milano. Ogni giorno frequenta le lezioni online con il suo tablet. Alla finestra, la sorella Chiara, 15 anni.




Caivano, Napoli. Andrea, viste le difficoltà nel campo dell'abbigliamento usato in cui lavorava da anni, ha deciso di aprire un negozio di ortofrutta.




Milano, aprile 2020. Andrea con un amico in coda all’Esselunga.




Sauze d’Oulx, Piemonte. Maestri di sci creano un ostacolo self-made per poter effettuare dei salti durante l’allenamento.




Gilda, 23 anni, ed Eugenio, 20, convivono da sei mesi, ma al momento del decreto più restrittivo erano dai rispettivi genitori, e lì sono rimasti, anche se a pochi chilometri di distanza. Non hanno saputo gestire la lontananza attraverso gli strumenti tecnologici e sono nati litigi e incomprensioni. Il 4 maggio li ha ricongiunti e tutto è tornato alla normalità.




Scuola di danza Endas, Cervia, Emilia-Romagna. Denise, 16 anni: “Che dire... Spaventati? Io direi agghiacciati da questo nulla che ti può far morire. Ormai è un anno che la palestra di danza è chiusa. Spero che tutto torni alla normalità, perché ci voglio credere”.




Leila, 20 anni. I suoi tre cani le consentono qualche uscita in più durante il lockdown, con il piacere di incontrare i vicini di casa per scambiare due parole. È così che apprende di un servizio di volontariato per portare la spesa a chi non può uscire o non può permettersi di pagarla. Scopre un mondo milanese di disagio e difficoltà e capisce che nel suo piccolo può fare qualcosa. E continuerà a farlo anche dopo.




Milano. Una giovane, al termine della manifestazione a sostegno del movimento statunitense Black Lives Matter, indossa la mascherina durante l’emergenza Covid-19. Milano è una delle città più colpite.




DAD. ISS Maxwell, Milano. Il professor Napoleone D’Agostino tiene una lezione a distanza di Scienze Naturali.




Skate Park, Cesena, Emilia-Romagna. Michele, 18 anni: “Questo virus ha cambiato le vite di tutti, impedendoci di fare quello che ci ha sempre fatto stare bene. Non poter uscire per andare a fare un giro in skate è distruttivo. Non posso più coltivare la mia passione come facevo prima e nemmeno i rapporti con i miei amici”.




Napoli. Pio ripulisce un giardinetto pubblico nei quartieri spagnoli come volontario dell'associazione Miniera. Prima della pandemia ha lavorato come aiuto cuoco per una catena di ristoranti in varie città del Nord Italia. Quando il salario dei dipendenti è stato abbassato e il bonus per l'alloggio eliminato, ha deciso di rientrare a Napoli.




Margherita, 19 anni, abituata a sfrecciare in motorino per Milano, durante il lockdown è stata costretta a restare in casa. Dopo la frenesia dell’allenamento al tappetino con le app, e le serate a giocare all’assassino su Houseparty, ha iniziato a leggere: in due mesi ha divorato 18 libri. Ha deciso di cambiare facoltà universitaria iscrivendosi a sociologia, di trasferirsi a Trento oppure a Padova, e di dedicare il tempo libero al volontariato.